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Dengaku
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Il mwawDengakumwba (田楽? letteralmente "musica delle risaie") era un rituale popolare giapponese fortemente legato alle attività agricole e ai culti mwbqscintoisti. Con questo termine possiamo riferirci sia al mwbgdengaku come accompagnamento musicale, praticato durante le osservanze della semina del riso, sia al mwbwdengaku come danza, che si sviluppò contemporaneamente al mwcasarugakucite-ref-2-1-0[1]. Dopo aver raggiunto il favore dell'aristocrazia, il mwdqdengaku prosperò durante tutto il mwdgperiodo Heian, venne portato anche nelle città e a partire dal XIV fu incorporato in una nuova forma di spettacolo, il mwdwteatro Nō, in particolare grazie al drammaturgo e attore mweaKan'ami.

Contents

Note

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Origini

Non si hanno molte informazioni riguardo alla sua nascita precisa, i primi testi scritti che lo descrivono risalgono al periodo Heian. Gli studiosi ritengono che il mwfadengaku sia la commistione di diversi tipi di rituali ad esso anteriori, composti da canti, danze e musiche che accompagnavano le pratiche arcaiche di coltura del riso, chiamate mwfqtauemwfg (田植え?). Alcuni inoltre ipotizzano che esso derivi in parte anche dagli antichi riti per la fertilitàcite-ref-2[2].

Durante le festività del Nuovo Anno, che in base al mwhacalendario giapponese tradizionale venivano celebrate in primavera, si effettuavano riti propiziatori, detti mwhqta asobimwhg (田遊び? "intrattenimento delle risaie"), durante i quali dei personaggi mascherati simulavano con gesti semplici e codificati tutte le fasi della coltivazione del riso, allo scopo di attirare la benevolenza dei mwhwkami sulle colturecite-ref-3[3].

Tra maggio e giugno veniva invece celebrato il momento del trapianto delle piantine di riso effettuato dalle mwjqsaotomemwjg (早乙女? "giovani ragazze", termine che indicava espressamente le ragazze adibite a questo compito) accompagnandolo con danze, note come mwjwta maimwka (田舞?), canti, mwkqtaue utamwkg (田植え歌?), e musiche a percussioni. Questi riti avevano sia la funzione di preghiera che di intrattenimento per i contadini, i canti avevano lo scopo di richiamare le divinità del raccolto e le danze di intrattenerle, in modo da ricevere il loro favore e protezione per assicurarsi un raccolto abbondantecite-ref-cita-bonaventura-4-0[4]. Col tempo divennero sempre più complessi; e ai balli e canti venne aggiunta la messa in scena di lotte tra spiriti buoni e cattivi per il controllo dei campi e del raccolto, che assunsero la valenza di vere e proprie performances artistichecite-ref-cita-ortolani-5-0[5].

Queste due tradizioni, il mwnata asobi e le celebrazioni del trapianto del risomwnq, andarono sempre più fondendosi dando poi origine al mwngdengaku.

Sviluppo

Durante il mwoqperiodo Heian il mwogdengaku attrasse anche l'interesse delle classi aristocratiche della capitale, come testimonia lo mwowEiga monogatari: nel 1023 il potente politico mwpaFujiwara no Michinaga per intrattenere la figlia, l'mwpqImperatrice Shōshi, ordinò che venisse officiato il trapianto del riso in un'area in cui lei, dal padiglione del palazzo imperiale dove risiedeva, potesse vederlo. E il testo descrive come mwpgdengaku l'esibizione dei contadini, uomini e donne, che abbigliati con abiti umili suonano tamburi e flauti, danzano e intonano canzonicite-ref-6[6].

Successivamente, come raccontano il mwraRakuyō dengakukimwrq (洛陽田楽記? , "Cronaca del dengaku della metà sinistra della capitale") di mwrgŌe no Masafusamwrw (大江匡房?) e il mwsaChūyūkimwsq (中右記? , "Diario del Ministro della Destra") di Fujiwara no Munetadamwsw (藤原宗忠?), nel 1096 si verificarono nella capitale numerosi incidenti violenti, ai quali le autorità reagirono con fermezza imponendo divieti e restrizioni. Ciò però ebbe l'effetto di fomentare ulteriormente la popolazione, che nel sesto mese di quell'anno proruppe in esibizioni di mwtadengaku nelle strade come forma di protesta, disturbando la quiete pubblica per giorni. E il mese successivo gli stessi nobili della corte, che nel primo evento avevano partecipato più che altro come spettatori, indissero a loro volta sfarzosi spettacoli di mwtqdengaku. I fatti di quei mesi divennero poi noti come mwtgEichō daidengakumwtw (永長大田楽? , "Grande dengaku dell'era Eichō")cite-ref-7[7]. Se le prime esibizioni avevano avuto lo scopo di manifestare malcontento e costituirono un tentativo di sovversioni delle classi umili nei confronti delle classi superiori, quelle successive organizzate dai nobili rappresentarono invece un capovolgimento della situazione, un'assimilazione e neutralizzazione delle protestecite-ref-8[8].

Il mwwqdengaku raggiunse il suo massimo splendore tra il mwwgperiodo Kamakura e gli inizi del mwwwperiodo Muromachi, riscuotendo particolare successo soprattutto tra i mwxasamuraicite-ref-cita-lombard-9-0[9]. Da un lato si assistette ad una sua professionalizzazione, con la nascita di compagnie di artisti specializzati che lo arricchirono di elementi presi anche da altre tradizioni (come il mwyqsarugaku): ad esempio iniziarono a utilizzare costumi molto più dettagliati e colorati nelle danze, aggiunsero numeri di acrobazia e destrezza e atti recitati su dei trampolicite-ref-cita-ortolani-5-1[5]. Tutte queste innovazioni lo resero più piacevole per l'intrattenimento del pubblico elitario della capitale e dei maggiori centri religiosi, ma al contempo portarono ad un graduale declino del suo significato sacro: lontano dalle sue origini agricole ormai era diventato una forma di spettacolo a tutti gli effetti e venne denominato mwzgdengaku nōmwzw (田楽能?)cite-ref-10[10]. Dall'altro lato, nelle comunità di campagna continuò comunque a sopravvivere una sua versione più semplice che manteneva uno stretto legame con i rituali religiosi, e che tutt'oggi viene praticata in varie comunità del Paese come performance artistica puramente folcloristicacite-ref-11[11].

Tuttavia verso la fine del periodo Muromachi, il mwcqdengaku andò gradualmente perdendo la sua popolarità, surclassato dal mwcgsarugaku, che, maggiormente improntato al dramma stava riscuotendo un crescente successo tra l'aristocrazia giapponese. Entrambi costituirono le basi da cui si sviluppò il teatro Nō.

Dengaku e Sarugaku

Durante tutto il periodo Heian e Kamakura numerosi furono i contatti tra le due tradizioni, che si influenzarono a vicenda e incorporarono al proprio interno l'una elementi dell'altra. Questo rende assai difficile circoscriverle chiaramente e affermare con sicurezza quale caratteristica appartenga a una piuttosto che all'altra. In generale l'unica netta distinzione che è possibile fare riguarda l'ambientazione religiosa a cui sono collegate: il mwdqsarugaku era legato ai centri di culto mwdgbuddisti, mentre il mwdwdengaku era strettamente collegato alla religione nativa giapponese dello mweaShintoismo ed era soprattutto rappresentato nei templi scintoisticite-ref-cita-lombard-9-1[9].

Le musiche nel dengaku

Le musiche che accompagnavano il trapianto del riso, eseguite sia nei riti rurali, sia presso i santuari shintoisti, assumevano diverse denominazioni a seconda delle aree, ma erano comunque accomunate dalla prevalenza di suoni a percussioni. Veniva suonato principalmente il mwfwsasaramwga (簓?), uno strumento a percussione di legno composto da diverse tavolette di legno legate assieme da una corda di cotone. Lo strumento andava sorretto con entrambe le mani e suonato con un movimento ondulatorio che facesse sbattere le tavolette una contro l'altra. Ne esistevano di diversi tipi e nelle cerimonie di trapianto del riso si impiegava il mwgqsurizasaramwgg (摺り簓?), mentre nei mwgwdengaku odori (vedi sotto) si impiegava invece il mwhabinzasaramwhq (編木?)cite-ref-2-1-1[1].

Nei dengaku più elaborati venivano utilizzati anche altri strumenti come il mwiwfuemwja (笛? , "flauto"), il mwjqtaikomwjg (太鼓? , "tamburo"), il mwjwtsuzumimwka (鼓? , "tamburo a clessidra")cite-ref-cita-bonaventura-4-1[4].

Spesso agli strumenti erano uniti canti corali che avevano sia una funzione rituale, come preghiere rivolte alla divinità della risaia per chiedere la prosperità del raccolto, sia una funzione più pratica, volta a cadenzare il movimento dei contadini, incitandoli nel lavoro. Il ritmo della musica scandiva quello del trapianto del riso e sanciva anche il trascorrere del tempo: le giornate nei campi iniziavano infatti con un canto per accogliere la divinità, seguite dai canti del mattino, di mezzogiorno, della sera e si concludevano con inni di saluto al dio della risaiacite-ref-cita-bonaventura-4-2[4].

Le danze del dengaku

Alle musiche si associavano anche le danze, dette mwnadengaku odorimwnq (田楽踊り?). Esse potevano essere di tipo molto semplice, svolte dai locali con movimenti sincronizzati di piegamenti e battito dei piedicite-ref-12[12], oppure più complesso, messe in scena da gruppi di artisti professionisti, i mwogdengaku hōshimwow (田楽法師?)cite-ref-13[13]. Durante la prima metà del periodo Heian (794-1129) ne vennero identificati diversi tipi, in base alle loro caratteristiche e alle particolari circostanze in cui venivano eseguite.

1. mwqgShiba dengakumwqw (芝田楽? "Dengaku dei prati"): forma di intrattenimento che spesso accompagnava le varie competizioni. Il nome deriva dal fatto che queste danze non erano eseguite su tappeti o palchi, ma direttamente sull'erba;
2. mwrqDai dengakumwrg (大田楽? "Grande dengaku"): probabilmente niente di più che una forma molto più elaborata di dengaku;
3. mwsaShō dengakumwsq (小田楽? "Piccolo dengaku"): danze legate ai templi shintoisti e quindi con una minore partecipazione da parte della popolazione;
4. mwswMaiko dengakumwta (舞子田楽? "Dengaku delle danzatrici"): danze eseguite dalle donne e sempre legate ai templi scintoisti e alle corti imperiali;
5. mwtgKachi dengakumwtw (徒田楽? "Dengaku a piedi"): originariamente il dengaku veniva eseguito a piedi, e questo nome serviva a distinguerlo dal dengaku praticato a cavallo;
6. mwuqMura dengakumwug (村田楽? "Dengaku dei villaggi"): forma di dengaku legata ai villaggi rurali eseguita per il semplice intrattenimentocite-ref-cita-lombard-9-2[9].

Note

cite-note-2-11. mwxw(mwyamwyqEN) mwygmwywSaru-gaku, Den-gaku, su mwzaEncyclopedia of Shinto. mwzqURL consultato il 27 aprile 2017.
cite-note-22. mw0qmw0gHamatani, 229.
cite-note-33. mw1gmw1wBonaventura, 29.
cite-note-cita-bonaventura-44. mw3wmw4aBonaventura, 30.
cite-note-cita-ortolani-55. mw5gmw5wOrtolani, 96.
cite-note-66. mw6wmw7aRaz, 284.
cite-note-77. mw8amw8qRaz, 289-290.
cite-note-88. mw9qmw9gLazarus, 66.
cite-note-cita-lombard-99. mw-gmw-wLombard.
cite-note-1010. mwaqmmwaqqBonaventura, 33.
cite-note-1111. mwaqgmwaqkOrtolani, 97.
cite-note-1212. mwaq0mwaq4Hamatani, 227.
cite-note-1313. mwarimwarmBonaventura, 31.

Bibliografia

• citerefbonaventuraRuperti Bonaventura, Storia del teatro giapponese : dalle origini all'Ottocento, Venezia, Marsilio, 2015, OCLC 956166839.
• citerefhamatani(EN) Hitoshi Hamatani e Eloise Pearson Hamatani, Preserving Tradition: Ennen, Dengaku, and Nōmai in Japan Today, in Asian Theatre Journal, vol. 9, n. 2, Honolulu, University of Hawai'i Press, 1992, pp. 224-236.
• citereflazarus(EN) Ashton Michael Lazarus, Performing culture : representations of commoner performance in early medieval Japan, New Haven, Yale University, 2014, p. 327, OCLC 911362004.
• citereflombard(EN) Frank Alanson Lombard, An outline history of the Japanese drama, London, Routledge, 2015, OCLC 913470665.
• citerefortolaniBenito Ortolani, Il teatro giapponese. Dal rituale sciamanico alla scena contemporanea, a cura di Maria Pia D'Orazi, Roma, Bulzoni Editore, 1998, p. 421, OCLC 800831233.
• citerefraz(EN) Jacob Raz, Popular Entertainment and Politics. The Great Dengaku of 1096, in Monumenta Nipponica, vol. 40, n. 3, Tōkyō, Sophia University, 1985, pp. 283-298.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) dengaku, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.